mercoledì 9 luglio 2008

Sky Walkers

"Assistenti di volo prepararsi al decollo".
Le cinture si allacciano, i bauletti si chiudono. Mentre l'aereo prende velocita' e lentamente si stacca da terra, mi accorgo di avere le mani serrate ai braccioli del sedile. E' sempre cosi', per quanto sia psicologicamente tranquilla, il mio corpo lo e' un po' meno...
Beh, ma io cosa potrei fare? Non mi resta che mettermi nelle mani di chi ne sa piu' di me, e godermi il viaggio.
Chi mi accompagna, si e' gia' appisolato con la testa reclinaata da un lato, ma stavolta senza il solito sigaro che pende da un angolo della bocca ("Ricordiamo ai signori passeggeri che su tutti i voli Alitalia e' proibito fumare").
Le nuvole s'infittiscono sotto - sotto!! - di noi, e ogni tanto qualche sprazzo di azzurro ti da' l'impressione di guardare il mondo alla rovescia, perche' accidenti quello e' il mare, mica il cielo!
Mentre un paio d'isolotti scorrono li' in basso, penso che non sarebbe male fare un salto in cabina di pilotaggio. Credo di esserci gia' stata una volta, da bambina, ma ne ho solo un vago ricordo.
Chissa' che vista da li'...
Nel frattempo, siamo passati dalle noccioline alla torta della nonna...e poi parlano di crisi!
Torno a pensare alla vista, non senza aver dato un bel morso alla mia torta.
In fondo, e' questione di prospettive: sia io che i piloti abbiamo la stessa vista dall'alto, ma qui in piccionaia devo accontentarmi della ridotta cornice di un finestrino, laterale per di piu'. Non riesco a vedere tutto.
Ma va bene cosi', a ciascuno il suo ruolo.
L'unico rimpianto e' per i tramonti...quelli, sarebbe bello vederli dalla loro prospettiva, chissa' che trionfo di colori. Tutte le sfumature di rosa, azzuro e bianco possibili, e le nuvole che volteggiano con mille forme diverse.
Credo che Antoine de Saint-Exupéry abbia raccontato dell'uomo sul pianeta dei tramonti, proprio perche' pilota...
Chissa' se qualcuno si e' mai abituato a tutti quei colori. Certo, andando continuamente in giro per il mondo tendi a perdere un po' quella prospettiva, e forse dopo 24 ore di volo la nuvola accarezzata dall'ultimo raggio di sole non ti sembra piu' molto poetica.
Ma allora meglio rimanere in piccionaia, perche' li' puoi sempre continuare a sognare di finire in cabina di pilotaggio, e nel frattempo ti godi e riempi gli occhi di quello che riesci a vedere dal tuo finestrino, senza abituarti mai.
Mentre addento l'ultimo pezzo di torta, mi viene in mente quel frammento di film: lei, splendida nel suo vestito nero, che con sguardo curioso, stupefatto, sognante ma al tempo stesso penetrante, commenta un quadro dicendo "Dio deve essere un pittore, altrimenti perche' userebbe tutti questi colori?".

1 commento:

Anonimo ha detto...

Personalmente non amo viaggiare in aereo..sarà la sensazione di non avere "i piedi per terra"..o forse i vuoti d'aria che spesso e volentieri accompagnano i miei viaggi (ci vuole una certa bravura nel beccare molto spesso cielo nuvoloso..)..di certo chi mi accompagna si fa le migliori risate..io un po' meno..o almeno finchè non atterro..
Una volta sola (o meglio 2..andata e ritorno..)mi è capitato di rilassarmi (finchè qualcuno non me lo ha fatto notare..)..e penso che "il paio di isolotti lì in basso" siano gli stessi di "quel viaggio"..certo tu sei stata +fortunata..io addentavo un orrendo panino alle melanzane..mica la torta della nonna!!
Speriamo di essere più fortunata la prossima volta..e di volare al tramonto(orari alitalia permettendo..dal lato mio è magnifico vedere l'alba..da quel lato il tramonto..)..perchè se già la vista in piena mattinata era stupenda(hai ragione tu..cielo e mare fusi in un unico orizzonte..quel giorno stranamente non c'era neanche una nuvola..)..figuriamoci allora!!
..di certo in cabina di pilotaggio non ci vado..l"open space" che c'è là mi farebbe venire come minimo un infarto!! :)